martedì 15 gennaio 2013

I giovani di domani

Quando io andavo alle elementari, la mia mamma si lamentava ad alta voce che ai tempi suoi era tutto diverso e migliore, mentre adesso la matematica si chiamava insiemistica, al posto dei temi ci facevano fare i "testi ad argomento libero" e soprattutto, orrore degli orrori, le maestre ci facevano scrivere con la matita sui fogli da disegno anzichè farci fare le cose in brutta copia e poi prenderci a bacchettate se copiando in bella uscivamo dalle righe o facevamo colare la china dal pennino.

Ora che la mamma sono io, pur sconvolta dal riscontrare che a mio figlio sono richieste le pagine di corsivo e cornicette che ai miei tempi erano ampiamente state definite obsolete, faccio tesoro dell'esperienza con la mia mamma e mi guardo bene dal giudicare o commentare le scelte didattiche delle maestre. Tantopiù che il loro metodo sembra star dando ottimi frutti, e quindi chissenefrega se hanno un sistema di geroglifici per scrivere i compiti sul diario, se utilizzano una cartella della tombola per fare operazioni che in colonna e col riporto verrebbero in metà tempo, e se danno ai bambini quintali di problemi diversi (una volta con le mele, una volta con le pere) che si risolvono tutti con la stessa operazione, e rispetto ai quali la parte più difficile è scrivere, in buon italiano e possibilmente anche in un corsivo decente "ora nel cesto ci sono 47 mele".

Ciò detto, passiamo l'intero pomeriggio di sabato a litigare col Pituffo per convincerlo appunto a finire di incollare le striscioline coi quesiti sulla frutta nel cesto, risolverli con un rapido calcolo, scriverne per esteso la soluzione, il tutto in tempo per godersi un pezzettino di weekend.

Poi finalmente ce ne andiamo a fare una passeggiata, e incrociamo proprio la maestra di matematica.

La salutiamo, ci scambiamo una chiacchiera perchè è simpaticissima e ci abbiamo un paio di argomenti in comune (oltre al Pituffo e alle sue abilità logico-matematiche), e nel salutarci lei dice:
"Ciao Pituffo, le hai già fatte le situazioni che vi ho dato di compito?"
Lui sbuffa un "si" che svela per intero il suo entusiasmo per l'attività, lei gli dice bravo e poi proseguiamo ognuno nella sua direzione.

Io mantengo il mio contegno per esattamente cinque passi e poi ridacchiando chiedo al Pituffo se veramente loro chiamino "situazioni" i problemini di matematica.
Lui mi dice certo, e mi fa notare che solo io e la nonna insistiamo a chiamarli problemini.
Ovviamente, con il tono che hanno quei figli che poi, quando sono soli con gli amici, parlano di te e di tuo marito definendovi "i matusa" (sempre che questo termine non sia a sua volta diventato obsoleto).

Memore del fastidio che mi procuravano i commenti di mia madre sull'insiemistica e sul testo libero me ne sto zitta.

Però penso che tra qualche anno, quando gli sarà scoppiata l'adolescenza, sarà alta la probabilità che mio figlio, anzichè dire "ho un problema" dirà "sono in una situazione".



Io ve lo anticipo: non sono pronta. E non garantisco che lo sarò tra cinque o dieci anni.



7 commenti:

Mari ha detto...

"Mamma, non si dice 'pi', 'bi', 'ti'...ma 'p','b', 't'" ce l'ho fatta a convincerla che una cosa è il suono, un'altra il nome della lettera
"Mamma, si chiamano 'E che lega' ed 'E che spiega" belli, i tempi in cui si parlava di verbi e congiunzioni
"Mamma, AI TUOI TEMPI lo avevi il diario delle Winx?" no, per fortuna no...
"Mamma, non sei troppo grande per andare in bici?" perchè papà no???
Se è vero che ormai sono precoci in tutto, l'adolescenza comincia il prossimo anno!!!

Vite Complicate ha detto...

Ah Mari... a casa mia è già cominciata... il Pituffo con la fase della ribellione, la Pulce in costante cerca di Tacchi&Trucchi...

Mari ha detto...

Per i tacchi e trucchi, forse eravamo anormali noi, perchè mi ricordo che le mie sorelle già a tre-quattro anni avevano la fissa...circolava pure per casa una testa di bambola fatta apposta per essere truccata ed acconciata...mi ricordo ancora l'orrido odore di un lucidalabbra alla ciliegia!!
Come sta la tua mamma?

Vite Complicate ha detto...

Mari: la testa mozzata di Barbie!!!! Abbiamo rischiato di farci cacciare dal Toys a causa dei commenti horror del Pituffo su quell'oggetto!!!!!! :-D

Io fisse per il mio look non ne ho mai avute, ma tutt'ora devo dire che ho un approccio assolutamente razionale: mi vesto e mi trucco per coprire i difetti, il Fescion mi sembra un business molto interessante ma lontano... a mia figlia auguro di cuore di appassionarsi di più :-D

Mari ha detto...

Mmmmmmh....non saprei, sinceramente, cosa augurarle...a parte una strenua battaglia - per ora vinta - sugli accostamenti di troppe fantasie colorate in un'unica mise non vedo propensione alle mode: per convincerla a non smaltarsi ciascuna unghia di un colore diverso ho provato a motivare "Ma non si usa così"...la risposta è stata "A me non interessa cosa si usa, mi piacciono così e basta!"...e unghie policrome furono :) In bocca al lupo a noi!

Vite Complicate ha detto...

Ma sono carine le unghie tutte diverse!!!! Noi per ora alterniamo: un'unghia gialla e una celeste, una mano rosa e una verdina... cose cosi'. Io come unico veto ho messo i rossi-troppo-da-ddonna :-D

Sugli eccessi di colore avrei bisogno di lezioni: io sono in una fase tono-su-tono dal grigio al blu... la vedo elegantissima, femminilissima, scicchissima... ma ogni tanto scatta il pippone che se non c'è niente di rosa non può essere da femmina... nooooia!!! :-D

Mari ha detto...

Il rosa-ovunque-e-comunque purtroppo ce lo portiamo dietro dalla nascita, malgrado i miei tentativi di vestirla di azzurro e blu, che secondo me le stanno benissimo...e comunque ero passata per dirti che adesso abbiamo il buco all'orecchio. Non Giulia. Mico. A cinque anni. alla richiesta del secondo buco all'altro lobo mi sono scoperta meno open-minded di quanto pensassi...e forse non ce la farò ad arrivare all' adolescenza - appuntamento atteso da Giulia per il fratello perchè così "gli spunta la barba!": glielo devo ricordare che per lei non sarà altrettanto entusiasmante?