Il Pituffo, si sa da quando è piccolo, ha una grandissima passione per gli animali. Da quando sa leggere, poi, questa grandissima passione si è trasformata in un inquietantissimo elenco di nozioni sui medesimi: dal nome in latino all'ambiente dove vive, dalle prede ai predatori alle tecniche di caccia e di accudimento della prole, ed un logorroico susseguirsi di eccetera.
Si, perchè l'altra cosa che il Pitu si porta dietro dal giorno che ha iniziato a lallare è questa logorrea incessante e financo fantasiosa. Provate a immaginare il rapper più prolisso, il comizio del più infervorato dei politici, la predica del più noioso dei prevosti e i consigli della Nonna Franca su qualunque argomento. Mettete tutto insieme, agitate, sintonizzate su "personaggi dei cartoni" o "animali e affini" e ancora manca un po' per avvicinarsi alla parlantina del Pituffo. Che oltretutto pretende attenzione costante e sguardo fisso, e poi ti interroga.
La cosa più difficile, quando il Pituffo tiene le sue infinite lezioni di zoologia (cioè quasi sempre!), è capire dove finiscono le sue nozioni e dove inizia la fantasia. Potreste eccepirmi che sarebbe sufficiente leggere qualcuno dei libri di animali che gli compro o che si affitta in biblioteca. Ma a che pro, se tanto ho la certezza matematica che me li racconterà.
In realtà, ho deciso di mettere in pratica il consiglio che le compagne di scuola del Pituffo hanno dato alla maestra dopo che per un paio di volte ha ammesso di aver trovato con l'ipad un qualche animale che aveva accusato il Pitu di essersi inventato: quando il Pituffo parla di animali, meglio fidarsi. Della serie, meglio passare per creduloni che per ignoranti.
Ciò premesso, dopo che gli ho regalato il meraviglioso Angry Birds del NatGeo, ultimamente il tema qui in casa è "uccelli estremamente aggressivi e pericolosi".
Sai mamma, il Dubecco è un uccello terribilmente feroce, al punto che in alcuni casi viene definito il brigante del mare.
Tipo un pirata?
No, tipo un brigante. Tipo che se lui vede che un gabbiano si è preso un pesce, lui insegue il gabbiano finchè questo, sfinito, molla il pesce. Cosi' lui se lo mangia senza dargli la caccia.
Beh, se si stanca meno cosi'...
E poi è pericoloso anche per gli umani, sai?
Ad esempio, alcuni testimoni raccontano che una volta abbia visto un ragazzino con in mano due euro che si stava andando a comprare l'erbazzone...
(ci riserviamo di verificare se la rete distributiva del signor Righi copra aree frequentate da gabbiani)
... e gli si è avventato sopra in picchiata e col becco gli ha strappato la moneta dalle mani.
Wow, e dopo? Con la moneta nel becco è volato dentro al fornaio e l'ha obbligato a vendergli l'erbazzone?
(......gulp!.....) Ma noooooo! E' solo che oltre al feroce istinto predatorio questo uccello ha una vera e propria avversione per gli oggetti metallici!!!
AAAAHHHHH!!!!
venerdì 15 marzo 2013
sabato 9 marzo 2013
Decluttering ad ostacoli
Tre su quattro componenti della mia famiglia vivono con una certa ansia l'esistenza del bidone dell'immondizia.
Si va dalla vera e propria ansia-da-separazione-da-alcunchè della Pulce, al collezionismo estremo (compresi i foglietti illsutrativi) del Pituffo, al marito che ispeziona l'immondizia prima di buttarla, e nasconde tutto ciò che secondo lui è meritevole di essere conservato.
E poi ci sono io che continuo a minacciare di sbattere mezza casa nel sacco nero, e forse è questo il motivo per cui i figli non mi lasciano MAI sola in casa, provocandomi uno stato mentale che alterna tra l'esaurimento nervoso da casino estremo e la voglia di candidarmi per una puntata di Sepolti in Casa.
L'altra mattina il buongiorno me l'ha dato il milionesimo disegno del Pituffo abbandonato sul parquet.
In preda ad un attacco di dematerializzazione 2.0, mi affretto a fotografare l'opera, pinnarla su Pinterest e farla sparire prima che il Pituffo, che senz'altro non ricorda di averla tracciata, la veda e decida di non poterne MAI più fare a meno.
Ma ahimè, sulla via per il bidone della carta incrocio il marito che mi guarda con sospetto. Lo anticipo: guarda che l'ho già fotografato e pinnato, adesso lo appallottolo tenendo rigorosamente la parte disegnata all'interno, tu bada bene di non farne parola col Pituffo che seno' viene su un dramma.
ECCO, PENSA SE AVESSE FATTO COSI' LA MAMMA DI PICASSO.
Si va dalla vera e propria ansia-da-separazione-da-alcunchè della Pulce, al collezionismo estremo (compresi i foglietti illsutrativi) del Pituffo, al marito che ispeziona l'immondizia prima di buttarla, e nasconde tutto ciò che secondo lui è meritevole di essere conservato.
E poi ci sono io che continuo a minacciare di sbattere mezza casa nel sacco nero, e forse è questo il motivo per cui i figli non mi lasciano MAI sola in casa, provocandomi uno stato mentale che alterna tra l'esaurimento nervoso da casino estremo e la voglia di candidarmi per una puntata di Sepolti in Casa.
L'altra mattina il buongiorno me l'ha dato il milionesimo disegno del Pituffo abbandonato sul parquet.
In preda ad un attacco di dematerializzazione 2.0, mi affretto a fotografare l'opera, pinnarla su Pinterest e farla sparire prima che il Pituffo, che senz'altro non ricorda di averla tracciata, la veda e decida di non poterne MAI più fare a meno.
Ma ahimè, sulla via per il bidone della carta incrocio il marito che mi guarda con sospetto. Lo anticipo: guarda che l'ho già fotografato e pinnato, adesso lo appallottolo tenendo rigorosamente la parte disegnata all'interno, tu bada bene di non farne parola col Pituffo che seno' viene su un dramma.
ECCO, PENSA SE AVESSE FATTO COSI' LA MAMMA DI PICASSO.
sabato 2 febbraio 2013
E comunque è colpa della colf che nasconde tutto
Siamo al Consultorio.
Ostetrica: Buongiorno, mi dà subito la lettera con cui è stata invitata a fare il pap-test?
Laura: Ops, c'era scritto che dovevo portarla? Mi spiace, non ci ho fatto caso, tra l'altro l'ho anche persa, caragrazia che mi ero messa l'appuntamento sul telefonino.... anzi, caragrazia che ci ho messo ben due promemoria, perchè mi stavo anche scordando di venire...
O: vabè, fa niente. Mi dice la data delle sue ultime mestruazioni?
L: Oddio, non mi ricordo, menomale che le salvo tutte sul telefonino, comunque è stato un casino di tempo fa, sa temo di avere tutti i sintomi della pre-menopausa... mannaggia alla borsa enorme, dove cacchio è il telefonino non lo trovo... ah eccolo, dunque, cerca, iperiod, summary... ecco qui: venti novembre.
O: Hem... ma lei è un po' giovane... sicura che sia la menopausa? Ha parlato con un medico? Ha fatto un test di gravidanza?
L: La prima volta, un anno fa, l'ho fatto. Ma la probabilità era scarsissima, sa mi sono fatta chiudere le tube... e poi l'amenorrea ci sta con la gravidanza, ma le vampate, le caviglie gonfie, gli sbalzi d'umore, l'aumento di peso intorno alla panz... ok quello ci sta anche con la gravidanza, ma temo che sia lo stesso la menopausa.
O: E comunque, essendo lei ancora cosi' giovane, se ne parlasse con un medico potrebbe prendersi una pillolina, qualcosa che le garantisse ancora qualche anno di ciclo mestruale....
L: Guardi. Io ho scelto di farmi chiudere le tube perchè continuavo a scordarmi di prendere la pillola. E sinceramente l'amenorrea è la parte della menopausa che preferisco: finalmente smetterò di dimenticarmi di comprare gli assorbenti, ed anche di mettere in borsa la coppetta mestruale che ho comprato per smettere di preoccuparmi che dimentico di comprare gli assorbenti. Poi ho comprato anche una seconda coppetta mestruale da tenere in borsa per non dimenticarmela mai, ma siccome cambio spesso borsa poi finisce che mi arrivano a casa e devo girare un'ora a svuotare borse perchè non trovo nessuna delle due coppette... insomma, forse Madre Natura mi ha mandato la menopausa in anticipo perchè ha capito che non ce la posso fare....
O: Vabè, facciamo 'sto pap-test. Si accomodi. Ora inserirò il coso, farò piano...
L: si si vada tranquilla, l'ho già fatto e so che non è niente di che....
O: Scusi sa. Sto ravanando un po' più del dovuto perchè non riesco a trovare il suo collo dell'utero.
L: OHMAMMA NON MI DICA CHE MI SONO SMARRITA PURE QUELLO.
sabato 19 gennaio 2013
Alla ricerca del regalo perfetto /2: the pink factor
Avendo il compleanno in questa data sfortunatissima troppo vicina al Natale e troppo lontana dal primo giorno utile per festeggiare con gli amici, la Pulce ha vinto, già dall'anno scorso, il diritto di andarsi a comprare da sola il regalo. L'anno scorso è stato facilissimo: eravamo a Londra, le abbiamo messo a disposizione tutto Hamley's e lei ha scelto in trenta secondi esatti. Una bambola "effetto bebè" che si è rivelata leggerissimamente difettosa e che ci è stata sostituita l'indomani, senza domanda alcuna.
La commessa del negozio degli elettrodomestici, coinvolta nella nostra ricerca, ci informa che le moderne ragazzine leziose scelgono il lettore di mp3, che è disponibile in sette diversi toni di rosa. Il radione portatile col lettore di CD c'è solo in tre esemplari, financo bruttissimi. La Pulce ha (durata delle pile permettendo) libero accesso a un ipod touch, benchè di prima generazione, e sospettiamo che un lettore mp3 "solo da musica" non le sembrerebbe un gran regalo.
Allora andiamo a vedere dal Giocattolaio Preferito, che quest'anno ahimè è stato pochissimo gettonato. Li' il nostro oggetto del desiderio c'è, in ben tre modelli diversi. La Pulce li guarda tutti, si accerta di poter veramente schiacciare tutti i tasti, ci pensa un po' ed annuncia:
Voglio questo. Ma rosa.
Le spieghiamo che la musica è sempre la stessa, che questo bianco e verde c'è subito e quello rosa dobbiamo ancora iniziare a cercarlo, che insistere per il rosa significa non avere il regalo per il vero giorno del compleanno ma dover aspettare (sperando) fino alla festa con le amiche... ma non c'è verso. Deve essere rosa.
Appurato che ci concede del tempo per cercarlo, andiamo su Amazon, dove in effetti l'oggetto dei desideri della pulce è citato, ma non disponibile.
Iniziamo a girare freneticamente per la rete.
Ne troviamo uno arancione sul catalogo online del Toys, sibillinamente indicato come "versione boy".
Decido che per la regola di base del mercato del giocattolo genderizzato, ad ogni versione boy deve corrispondere una versione girl. E che il catalogo online di una catena di negozi fisici deve in qualche modo trovare una corrispondenza in almeno un punto vendita della catena. Ovviamente non quello sotto casa nostra, da cui la ricerca era partita.
Nel frattempo mia madre ci annuncia che vuole tornare a casa sua prima del tempo. Reprimo le urla di gioia, la accompagno a casa in men che non si dica e, senza dire niente a nessuno, sulla via del ritorno mi infilo al Toys più vicino a casa sua.
E lo trovo.
Nel frattempo la Pulce va fantasticando sulla sua festa e del modo in cui imporrà agli amici di ballare al ritmo della musica della sua Radio delle Principesse.
Cerco di non pensare a quanto mi costerà l'animatrice professionista che ho assoldato per fare esattamente questo lavoro, e mi organizzo per fare in modo che il lettore CD della Pulce possa essere utilizzato immediatamente dopo l'apertura.
Apro la confezione con ogni delicatezza, svito la vite del vano pile, inserisco le medesime, tolgo il CD finto, inserisco quello vero, schiaccio play...
Non va.
Mando il papà al Toys ad informarsi per una sostituzione. E' possibile anche presso il punto vendita sottocasa, ma il prodotto non è disponibile. Possono darci un buono acquisto di pari valore.
Il papà torna a casa e spiega il problema alla Pulce, la quale dichiara di non desiderare altro che quella radio. Le spieghiamo che ci sarà da aspettare e lei, sospirando, aspetta.
A quel punto torniamo da Toys e manifestiamo la nostra volontà di avere il prodotto sostituito con uno funzionante.
Ci dicono che questo sarà possibile solo QUANDO E SE il prodotto arriverà nel loro negozio, tenendo conto che non hanno in mente di ordinarlo.
Visto che Natale è passato.
Nel frattempo non prendono in carico il nostro reso.
Ovvero, se per caso al ventinovesimo giorno non dovessimo trovarlo, dovremmo rassegnarci ad accettare il buono acquisto.
Peccato che non abbiamo più nessuna voglia di fare acquisti presso quella catena.
Per il prossimo compleanno ci toccherà regalarle un tablet e insegnarle a fare shopping online...
Un tablet rosa, ça va sans dire.
Quest'anno, con una bambina più grande, con alle spalle un anno di bombardamento pubblicitario e davanti ad un negozio fornito esclusivamente di giocattoli "as seen on TV", contavamo di cavarcela ancora più semplicemente.
Invece la Pulce ha analizzato il negozio fino all'ultimo dettaglio, ha riso con suo fratello al pensiero di portarsi a casa una testa mozzata di Barbie da pettinare, ha detto che le Princy Bambine potevano piacerle, e che se volevamo avrebbe portato a casa anche una Barbie con tutta la sua macchina... ma che in realtà quello che lei desiderava veramente per il suo compleanno era una radio delle principesse con cui far suonare la musica delle principesse. Appuriamo con qualche domanda di approfondimento che ciò che la Pulce ha in mente è un lettore di CD per bambini, con cui fare il lavoro che noi genitori al nostro tempo abbiamo fatto col mangiadischi.
Diciamo alla Pulce che ci sembra un'ottima idea e andiamo a cercarlo.
Nel reparto Principesse scopriamo che è previsto il make-up vero e il cellulare finto, ma nulla che abbia in qualche modo a che vedere con l'ascolto della musica.
Nel reparto Strumenti Musicali ci accorgiamo che la fascia Principesse non comprende strumenti musicali nè riproduttori ma esclusivamente un microfono, con o senza asta. Immaginiamo che le Principesse lo impugnino e cantino al suono della musica che parte magicamente in sottofondo.
Un lettore CD ci sarebbe stato, ma è momentaneamente esaurito. In fondo, Natale è passato da 4 giorni.
Poco male, diciamo alla Pulce. Andiamo al Centro Commerciale e là, nel mega negozio di elettrodomestici, troveremo senz'altro un lettore di CD per te, magari anche rosa come piace alle ragazzine leziose.
Allora andiamo a vedere dal Giocattolaio Preferito, che quest'anno ahimè è stato pochissimo gettonato. Li' il nostro oggetto del desiderio c'è, in ben tre modelli diversi. La Pulce li guarda tutti, si accerta di poter veramente schiacciare tutti i tasti, ci pensa un po' ed annuncia:
Voglio questo. Ma rosa.
Appurato che ci concede del tempo per cercarlo, andiamo su Amazon, dove in effetti l'oggetto dei desideri della pulce è citato, ma non disponibile.
Iniziamo a girare freneticamente per la rete.
Ne troviamo uno arancione sul catalogo online del Toys, sibillinamente indicato come "versione boy".
Decido che per la regola di base del mercato del giocattolo genderizzato, ad ogni versione boy deve corrispondere una versione girl. E che il catalogo online di una catena di negozi fisici deve in qualche modo trovare una corrispondenza in almeno un punto vendita della catena. Ovviamente non quello sotto casa nostra, da cui la ricerca era partita.
Nel frattempo mia madre ci annuncia che vuole tornare a casa sua prima del tempo. Reprimo le urla di gioia, la accompagno a casa in men che non si dica e, senza dire niente a nessuno, sulla via del ritorno mi infilo al Toys più vicino a casa sua.
E lo trovo.
Nel frattempo la Pulce va fantasticando sulla sua festa e del modo in cui imporrà agli amici di ballare al ritmo della musica della sua Radio delle Principesse.
Cerco di non pensare a quanto mi costerà l'animatrice professionista che ho assoldato per fare esattamente questo lavoro, e mi organizzo per fare in modo che il lettore CD della Pulce possa essere utilizzato immediatamente dopo l'apertura.
Apro la confezione con ogni delicatezza, svito la vite del vano pile, inserisco le medesime, tolgo il CD finto, inserisco quello vero, schiaccio play...
Non va.
Mando il papà al Toys ad informarsi per una sostituzione. E' possibile anche presso il punto vendita sottocasa, ma il prodotto non è disponibile. Possono darci un buono acquisto di pari valore.
Il papà torna a casa e spiega il problema alla Pulce, la quale dichiara di non desiderare altro che quella radio. Le spieghiamo che ci sarà da aspettare e lei, sospirando, aspetta.
A quel punto torniamo da Toys e manifestiamo la nostra volontà di avere il prodotto sostituito con uno funzionante.
Ci dicono che questo sarà possibile solo QUANDO E SE il prodotto arriverà nel loro negozio, tenendo conto che non hanno in mente di ordinarlo.
Visto che Natale è passato.
Nel frattempo non prendono in carico il nostro reso.
Ovvero, se per caso al ventinovesimo giorno non dovessimo trovarlo, dovremmo rassegnarci ad accettare il buono acquisto.
Peccato che non abbiamo più nessuna voglia di fare acquisti presso quella catena.
Per il prossimo compleanno ci toccherà regalarle un tablet e insegnarle a fare shopping online...
Un tablet rosa, ça va sans dire.
martedì 15 gennaio 2013
I giovani di domani
Quando io andavo alle elementari, la mia mamma si lamentava ad alta voce che ai tempi suoi era tutto diverso e migliore, mentre adesso la matematica si chiamava insiemistica, al posto dei temi ci facevano fare i "testi ad argomento libero" e soprattutto, orrore degli orrori, le maestre ci facevano scrivere con la matita sui fogli da disegno anzichè farci fare le cose in brutta copia e poi prenderci a bacchettate se copiando in bella uscivamo dalle righe o facevamo colare la china dal pennino.
Ora che la mamma sono io, pur sconvolta dal riscontrare che a mio figlio sono richieste le pagine di corsivo e cornicette che ai miei tempi erano ampiamente state definite obsolete, faccio tesoro dell'esperienza con la mia mamma e mi guardo bene dal giudicare o commentare le scelte didattiche delle maestre. Tantopiù che il loro metodo sembra star dando ottimi frutti, e quindi chissenefrega se hanno un sistema di geroglifici per scrivere i compiti sul diario, se utilizzano una cartella della tombola per fare operazioni che in colonna e col riporto verrebbero in metà tempo, e se danno ai bambini quintali di problemi diversi (una volta con le mele, una volta con le pere) che si risolvono tutti con la stessa operazione, e rispetto ai quali la parte più difficile è scrivere, in buon italiano e possibilmente anche in un corsivo decente "ora nel cesto ci sono 47 mele".
Ciò detto, passiamo l'intero pomeriggio di sabato a litigare col Pituffo per convincerlo appunto a finire di incollare le striscioline coi quesiti sulla frutta nel cesto, risolverli con un rapido calcolo, scriverne per esteso la soluzione, il tutto in tempo per godersi un pezzettino di weekend.
Poi finalmente ce ne andiamo a fare una passeggiata, e incrociamo proprio la maestra di matematica.
La salutiamo, ci scambiamo una chiacchiera perchè è simpaticissima e ci abbiamo un paio di argomenti in comune (oltre al Pituffo e alle sue abilità logico-matematiche), e nel salutarci lei dice:
"Ciao Pituffo, le hai già fatte le situazioni che vi ho dato di compito?"
Lui sbuffa un "si" che svela per intero il suo entusiasmo per l'attività, lei gli dice bravo e poi proseguiamo ognuno nella sua direzione.
Io mantengo il mio contegno per esattamente cinque passi e poi ridacchiando chiedo al Pituffo se veramente loro chiamino "situazioni" i problemini di matematica.
Lui mi dice certo, e mi fa notare che solo io e la nonna insistiamo a chiamarli problemini.
Ovviamente, con il tono che hanno quei figli che poi, quando sono soli con gli amici, parlano di te e di tuo marito definendovi "i matusa" (sempre che questo termine non sia a sua volta diventato obsoleto).
Memore del fastidio che mi procuravano i commenti di mia madre sull'insiemistica e sul testo libero me ne sto zitta.
Però penso che tra qualche anno, quando gli sarà scoppiata l'adolescenza, sarà alta la probabilità che mio figlio, anzichè dire "ho un problema" dirà "sono in una situazione".
Io ve lo anticipo: non sono pronta. E non garantisco che lo sarò tra cinque o dieci anni.
Ora che la mamma sono io, pur sconvolta dal riscontrare che a mio figlio sono richieste le pagine di corsivo e cornicette che ai miei tempi erano ampiamente state definite obsolete, faccio tesoro dell'esperienza con la mia mamma e mi guardo bene dal giudicare o commentare le scelte didattiche delle maestre. Tantopiù che il loro metodo sembra star dando ottimi frutti, e quindi chissenefrega se hanno un sistema di geroglifici per scrivere i compiti sul diario, se utilizzano una cartella della tombola per fare operazioni che in colonna e col riporto verrebbero in metà tempo, e se danno ai bambini quintali di problemi diversi (una volta con le mele, una volta con le pere) che si risolvono tutti con la stessa operazione, e rispetto ai quali la parte più difficile è scrivere, in buon italiano e possibilmente anche in un corsivo decente "ora nel cesto ci sono 47 mele".
Ciò detto, passiamo l'intero pomeriggio di sabato a litigare col Pituffo per convincerlo appunto a finire di incollare le striscioline coi quesiti sulla frutta nel cesto, risolverli con un rapido calcolo, scriverne per esteso la soluzione, il tutto in tempo per godersi un pezzettino di weekend.
Poi finalmente ce ne andiamo a fare una passeggiata, e incrociamo proprio la maestra di matematica.
La salutiamo, ci scambiamo una chiacchiera perchè è simpaticissima e ci abbiamo un paio di argomenti in comune (oltre al Pituffo e alle sue abilità logico-matematiche), e nel salutarci lei dice:
"Ciao Pituffo, le hai già fatte le situazioni che vi ho dato di compito?"
Lui sbuffa un "si" che svela per intero il suo entusiasmo per l'attività, lei gli dice bravo e poi proseguiamo ognuno nella sua direzione.
Io mantengo il mio contegno per esattamente cinque passi e poi ridacchiando chiedo al Pituffo se veramente loro chiamino "situazioni" i problemini di matematica.
Lui mi dice certo, e mi fa notare che solo io e la nonna insistiamo a chiamarli problemini.
Ovviamente, con il tono che hanno quei figli che poi, quando sono soli con gli amici, parlano di te e di tuo marito definendovi "i matusa" (sempre che questo termine non sia a sua volta diventato obsoleto).
Memore del fastidio che mi procuravano i commenti di mia madre sull'insiemistica e sul testo libero me ne sto zitta.
Però penso che tra qualche anno, quando gli sarà scoppiata l'adolescenza, sarà alta la probabilità che mio figlio, anzichè dire "ho un problema" dirà "sono in una situazione".
Io ve lo anticipo: non sono pronta. E non garantisco che lo sarò tra cinque o dieci anni.
venerdì 4 gennaio 2013
Alla ricerca del regalo di compleanno /1: caccia all'errore.
Pur non avendo ricevuto nessuno stimolo in quella direzione a casa sua, dove il monopolio dei media è ancora detenuto dal Pituffo e dai suoi mostri col vocione a 78 giri, la Pulce è diventata una grandissima appassionata di principesse. Dalle generiche damine in abito lungo e rosa, alle Favolose, e naturalmente le Disney.
E cosi' pensavamo di poter tirare un sospiro di sollievo, dopo che il quattrenne precedente tendeva a chiederci regali reperibili esclusivamente nei negozi specializzati per collezionisti miliardari. O almeno cosi' sembrava. Perchè la Pulce sta attraversando una fase strana, in cui inizia a stufarsi di giocare a mamma coi bambolotti, ma non è ancora pronta per giocare alle ragazze con le bambole a forma di ragazza. E la sua mamma non è disposta a comprarle parrucche dai capelli troppo lunghi e pantofole dai tacchi troppo alti, per sorvolare sul pre-make-up, che già faccio fatica a convincerla a lavarsi i denti figuriamoci se dovessi anche farla struccare a quattro anni.
Che la nostra fase non fosse un caso isolato ma bensì una specifica fascia di mercato non ancora sfruttata dal business Disney l'ho capito quando ho visto apparire le Principesse Bambine.
Abbastanza ovvia l'idea di andare, riciclando i soliti personaggi, a minacciare le quote di mercato dei vari Ciccibelli. Le cose che non mi tornano, sono:
1) Vero che "brutti in culla, belli in piazza", ma siamo sicuri che non si potessero fare delle bambole un po' più belline?

2) Possibile che le Principesse, che come tali dedicano l'intera loro giornata (e visto che le prendiamo dalla nascita, oserei dire l'intera loro vita) a farsi belle per i rispettivi principi, abbiano avuto un solo ed unico vestito dalla nascita alla morte? (esclusa ovviamente quella che è stata vestita di stracci ma da che ha sposato uno ricco si mostra esclusivamente in abito da ballo e finge d'esserci nata dentro)

3) Escludendo la piccola Tiana, che si vede nel film che aveva la mamma sarta che la vestiva da principessa per farla giocare, perchè hanno la corona fin dalla culla anche quelle che hanno acquisito il titolo per matrimonio?
4) Considerando che Walt Disney è un marchio globale, ma che i diritti delle bambine non sono ugualmente tutelati in tutto il Globo, questa bambola è da considerare un errore nella cronologia della storia, o la rappresentazione di qualcosa che non dovrebbe succedere ma che in certi posti del mondo succede?

Ma soprattutto (5): non dovrebbe il senso di fedeltà a questi personaggi che ci spinge ad acquistarne la bambola prequel presupporre un minimo di conoscenza delle storie delle medesime tale da impedirci di comprare oggetti contenenti grossolani errori?
E cosi' pensavamo di poter tirare un sospiro di sollievo, dopo che il quattrenne precedente tendeva a chiederci regali reperibili esclusivamente nei negozi specializzati per collezionisti miliardari. O almeno cosi' sembrava. Perchè la Pulce sta attraversando una fase strana, in cui inizia a stufarsi di giocare a mamma coi bambolotti, ma non è ancora pronta per giocare alle ragazze con le bambole a forma di ragazza. E la sua mamma non è disposta a comprarle parrucche dai capelli troppo lunghi e pantofole dai tacchi troppo alti, per sorvolare sul pre-make-up, che già faccio fatica a convincerla a lavarsi i denti figuriamoci se dovessi anche farla struccare a quattro anni.
Abbastanza ovvia l'idea di andare, riciclando i soliti personaggi, a minacciare le quote di mercato dei vari Ciccibelli. Le cose che non mi tornano, sono:
1) Vero che "brutti in culla, belli in piazza", ma siamo sicuri che non si potessero fare delle bambole un po' più belline?
2) Possibile che le Principesse, che come tali dedicano l'intera loro giornata (e visto che le prendiamo dalla nascita, oserei dire l'intera loro vita) a farsi belle per i rispettivi principi, abbiano avuto un solo ed unico vestito dalla nascita alla morte? (esclusa ovviamente quella che è stata vestita di stracci ma da che ha sposato uno ricco si mostra esclusivamente in abito da ballo e finge d'esserci nata dentro)
3) Escludendo la piccola Tiana, che si vede nel film che aveva la mamma sarta che la vestiva da principessa per farla giocare, perchè hanno la corona fin dalla culla anche quelle che hanno acquisito il titolo per matrimonio?
Ma soprattutto (5): non dovrebbe il senso di fedeltà a questi personaggi che ci spinge ad acquistarne la bambola prequel presupporre un minimo di conoscenza delle storie delle medesime tale da impedirci di comprare oggetti contenenti grossolani errori?
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domenica 30 dicembre 2012
E finalmente...
... la Pulce ha VERAMENTE quattro anni.
Cioè veramente-veramente-quattro, e non i tre-e-mezzo, tre-e-tre-quarti, quasi-quattro, quattro-a-dicembre che fin da settembre le provocano quegli indicibili attacchi di rabbia che mi hanno fatto decidere che tutto sommato era meglio reggerle il gioco e mentire spudoratamente, visto che addirittura drizzava le orecchie per controllare che dopo "quattro" io non sussurrassi quell'"a-dicembre" che tanto le dava fastidio.
Comunque, alla faccia dei Maya, il Gran Giorno è arrivato, e questo è stato in assoluto il regalo più bello. E' andata avanti a cantare Happy Burger* to you finchè non è crollata addormentata ben dopo la mezzanotte, ed ha ricominciato a canticchiare stamattina appena suo fratello l'ha svegliata al grido di "hey è il tuo compleanno!"
Che sia diventata VERAMENTE grande, invece, non c'è dubbio da parecchio tempo. Potremmo raccontarvi dei suoi exploit all'asilo, grazie ai quali si è confermata cocca-delle-maestre (dopo esserlo stata l'anno scorso per la sua silenziosa tranquillità), ma preferiamo terrorizzarvi informandovi del fatto che per il suo compleanno ha chiesto una trousse di trucchi, non prima di essere andata letteralmente in visibilio quando si è accorta che gli ultimi scarponcini che ha comprato, pur essendo piattissimi, hanno la suola che si interrompe simulando un tacco.
Ah, e quando l'abbiamo portata da Toys ed invitata a scegliersi un regalo di compleanno, lei ha analizzato tutte le bambole, ci ha detto quali le piacciono e quali no, e ci ha informati che come regalo però preferirebbe un lettore CD con cui ascoltare in autonomia la sua musica preferita.
E ciononostante è ancora tanto piccola e carina....
* Si ringraziano le maestre dell'asilo per aver voluto dare questa meravigliosa impronta bilingue alla formazione di mia figlia!
Cioè veramente-veramente-quattro, e non i tre-e-mezzo, tre-e-tre-quarti, quasi-quattro, quattro-a-dicembre che fin da settembre le provocano quegli indicibili attacchi di rabbia che mi hanno fatto decidere che tutto sommato era meglio reggerle il gioco e mentire spudoratamente, visto che addirittura drizzava le orecchie per controllare che dopo "quattro" io non sussurrassi quell'"a-dicembre" che tanto le dava fastidio.
Comunque, alla faccia dei Maya, il Gran Giorno è arrivato, e questo è stato in assoluto il regalo più bello. E' andata avanti a cantare Happy Burger* to you finchè non è crollata addormentata ben dopo la mezzanotte, ed ha ricominciato a canticchiare stamattina appena suo fratello l'ha svegliata al grido di "hey è il tuo compleanno!"
Che sia diventata VERAMENTE grande, invece, non c'è dubbio da parecchio tempo. Potremmo raccontarvi dei suoi exploit all'asilo, grazie ai quali si è confermata cocca-delle-maestre (dopo esserlo stata l'anno scorso per la sua silenziosa tranquillità), ma preferiamo terrorizzarvi informandovi del fatto che per il suo compleanno ha chiesto una trousse di trucchi, non prima di essere andata letteralmente in visibilio quando si è accorta che gli ultimi scarponcini che ha comprato, pur essendo piattissimi, hanno la suola che si interrompe simulando un tacco.
Ah, e quando l'abbiamo portata da Toys ed invitata a scegliersi un regalo di compleanno, lei ha analizzato tutte le bambole, ci ha detto quali le piacciono e quali no, e ci ha informati che come regalo però preferirebbe un lettore CD con cui ascoltare in autonomia la sua musica preferita.
E ciononostante è ancora tanto piccola e carina....
* Si ringraziano le maestre dell'asilo per aver voluto dare questa meravigliosa impronta bilingue alla formazione di mia figlia!
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